La riduzione dei consumi globali di energia e la dipendenza da fonti esauribili deve passare attraverso un miglioramento spinto dell’efficienza energetica degli edifici. Sono stati posti in tal senso obiettivi ambiziosi per quanto riguarda l’intero settore, come la costruzione a partire dal 2021 di edifici che dovranno avere caratteristiche “n-Zeb” (nearly-Zero Energy Building). Se da un lato le tecnologie consentono la costruzione di nuovi edifici a ridottissimo fabbisogno energetico, la grande sfida è riqualificare il patrimonio edilizio esistente.
L’Italia in tal senso già da 8 anni propone la possibilità della detrazione fiscale (in varie misure) per quanto riguarda gli interventi di efficientamento energetico; in questi anni ne hanno potuto usufruire circa 2,2 milioni di appartamenti. Ciò tuttavia non è sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi posti dalla Comunità Europea.
Sarà infatti necessario aumentare il numero di interventi e l’incisività degli stessi, mirando alla riqualificazione congiunta di interi edifici e quartieri, con la formazione di aziende fortemente specializzate nel proporre un processo industrializzato della riqualificazione energetica. Un servizio completo, che preveda al contempo sia la progettazione e gli interventi sia l’aspetto del recupero dell’investimento effettuato.
Tale processo è da eseguirsi in maniera coordinata e basandosi anche su garanzie offerte dagli Enti Governativi. A tal fine, col D. Lgs 102/14, è stato proposto il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica, nel quale sono previsti dei fondi annuali a garanzia degli investimenti da qui al 2020. L’obiettivo è quello di creare maggiori garanzie nei confronti degli istituti di finanziamento e in secondo luogo creare un “effetto leva” che consenta la smobilitazione anche di capitali privati. Oltre a ciò, la programmazione 2014-2020 dell’Unione Europea ha previsto essa stessa dei fondi.
Il criterio cardine da conseguire negli interventi di riqualificazione sarà quello dell’ottenimento del massimo risparmio energetico con la minor spesa. Andranno quindi privilegiati interventi di grande efficacia, controllati e garantiti attraverso un processo diagnostico.
Si parla infatti di un vero e proprio contratto di prestazione energetica, nel quale viene stabilità l’entità del risparmio energetico i cui introiti vengono poi suddivisi tra i diversi soggetti.
Grande interesse dunque viene posto nella riqualificazione del patrimonio esistente, in un’ottica sia di conservazione ma anche di efficientamento efficace delle strutture.

La riqualificazione energetica degli edifici è un fattore molto importante e imprescindibile per la crescita ecosostenibile, con vantaggi sia economici ma anche di portata molto più vasta

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